Fatturazione nei comuni di Casarsa della Delizia, Fiume Veneto, Sesto al Reghena e Zoppola


Comunicato stampa congiunto di Livenza Tagliamento Acque Spa, Comune di Casarsa della Delizia, Comune di Fiume Veneto, Comune di Sesto al Reghena e Comune di Zoppola.

In riferimento ai numerosi articoli relativi alla fatturazione delle annualità 2015, 2016 e 2017 nei Comuni di Casarsa della Delizia, Fiume Veneto, Sesto al Reghena (località Bagnarola, Ramuscello, Marignana) e Zoppola apparsi sulla stampa locale e sui social network, LTA Spa ed i Comuni di Casarsa della Delizia, Fiume Veneto, Sesto al Reghena e Zoppola, congiuntamente, ritengono opportuno precisare alcuni aspetti che possono essere utili a comprendere il contesto e le ragioni che hanno portato la società all’emissione della fattura pluriennale.

Acque del Basso Livenza (ora LTA), società totalmente pubblica e partecipata dai Comuni del bacino del fiume Lemene, è diventata affidataria della gestione del servizio idrico integrato dal 1°gennaio 2011 per effetto della deliberazione n. 13 del 29/12/2010 dell’Assemblea dell’ATOI “Lemene”, Ente partecipato dai Comuni facenti parte dell’omonimo bacino idrografico e compente in materia di affidamento del servizio idrico integrato.

Fin dall’avvio della gestione LTA ha riscontrato numerose criticità nella gestione del servizio agli utenti dei suddetti Comuni, in particolare modo in quelli di Fiume Veneto e Zoppola. 

Dal punto di vista impiantistico nei Comuni la situazione era la seguente:

  1. Un’elevata difformità infrastrutturale nel segmento acquedotto dovuta alla compresenza di fonti di approvvigionamento private a servizio di singole abitazioni e fonti di approvvigionamento pubblico da pozzo artesiano a servizio di quartieri/lottizzazioni (cosiddetti “mini-acquedotti di quartiere”);
  2. Spesso gli impianti di rilancio pubblici (per garantire la pressione di fornitura) non erano adeguati, in alcuni casi erano assenti, in altri casi ancora i cittadini ne rivendicavano la proprietà perché i rapporti tra impresa lottizzante privata e Comune non erano noti ai residenti;
  3. Una rete fognaria per la maggior parte di tipo misto, ovvero destinata per legge a ricevere le acque reflue nere e le acque meteoriche, interessata però, in molti casi, da ingenti volumi di acqua di buona qualità proveniente da pozzi artesiani privati, che provocano la diluizione dei reflui con difficoltà nel trattamento dei reflui stessi presso gli impianti di depurazione;
  4. Impianti di trattamento dei reflui non correttamente dimensionati per la popolazione dell’agglomerato, in taluni casi impianti non conformi alle normative europee e nazionali o impianti addirittura assenti (Comune di Zoppola);
  5. Stato di attivazione della procedura di costituzione in mora da parte dell’Unione Europea in riferimento all’agglomerato di Fiume Veneto per non corretto trattamento dei reflui.

A tali aspetti di carattere generale, dal punto di vista operativo emergevano sin dall’avvio della gestione le seguenti criticità:

  1. Ricognizione delle reti di acquedotto e fognatura e degli impianti fornita dai Comuni molto carente ed in taluni casi addirittura assente;
  2. Rilevante mancanza dei contatori d’utenza necessari per il calcolare il corrispettivo acquedotto in base ai volumi effettivamente consumati (nel caso di utenti serviti dai mini-acquedotti per i quali vige l’obbligo di installazione secondo la normativa);
  3. Assenza dei contratti d’utenza non solo per gli utenti con servizio fognatura e depurazione (approvvigionamento idrico autonomo) ma anche per gli utenti con servizio acquedotto (mini-acquedotti);
  4. Numerose incongruenze tra i servizi effettivamente forniti all’utenza rispetto agli elenchi utenze forniti dai Comuni (caso emblematico è la frazione Pescincanna, nella quale numerose strade erano ritenute collegate alla fognatura recapitante all’impianto di depurazione e a distanza di anni sono state poi rimborsate dei corrispettivi fatturati erroneamente a seguito di indagini approfondite effettuate da LTA da cui è emerso che le linee fognarie non erano collegate al depuratore ma recapitavano direttamente nel fiume Fiume);
  5. Difficoltà nella fatturazione dei corrispettivi fognatura e depurazione per le utenze con approvvigionamento idrico privato per la necessità di LTA di accedere alle anagrafiche comunali (fatturazione a forfait pari a 200 litri a giorno per componente del nucleo familiare disposta dalla D.P.G.R. FVG n.0479 del 30 settembre 1981 e poi recepita dall’art. 3bis della Legge regionale FVG 16/2008), al fine di determinare esattamente il numero dei componenti del nucleo ed il corretto periodo di fatturazione in caso di variazioni del nucleo stesso nel corso dell’anno di riferimento.
  6. Ritardo di fatturazione accumulato da alcuni Comuni e tariffe applicate basse e non sufficienti a coprire i costi effettivi del servizio (alcuni costi del servizio venivano posti a carico del bilancio comunale).

A fronte di tali criticità LTA dal 2011 è intervenuta con:

  1. La dismissione dei pozzi artesiani a servizio dei mini-acquedotti pubblici più vulnerabili (si registravano numerosi fenomeni di trascinamento di sabbia e scarsità di acqua nei mesi estivi) o di quelli situati in posizioni non adeguate a garantire la salubrità dell’acqua con la contestuale estensione della rete di distribuzione pubblica ove necessario;
  2. L’installazione degli impianti di rilancio e l’interconnessione dei mini-acquedotti al fine di sopperire a situazioni di particolare difficoltà di approvvigionamento di un singolo pozzo di quartiere (mini-acquedotti);
  3. Campagna di installazione dei contatori d’utenza acquedotto nelle aree servite da rete pubblica ed ancora prive del misuratore (contatori obbligatori per legge), con interventi a carico della Società;
  4. Parte attiva verso la Consulta d’Ambito al fine di prevedere, nelle more dell’installazione dei contatori d’utenza del servizio acquedotto, tariffe agevolate che consentissero di calmierare i consumi in quanto gli stessi, in assenza di contatori, venivano calcolati in via forfettaria con un consumo di 200 litri/abitante/giorno (delibera del Consiglio di Amministrazione dell’ATOI Lemene n.22 del 28.12.2012 e delibera dell’Assemblea della CATOI Lemene n.16 del 29.12.2017);
  5. L’estensione della rete fognaria separata in alcuni quartieri dei Comuni. Prevedendo un piano di investimenti di decine di milioni di euro da realizzarsi nei prossimi anni per la separazione dell’attuale rete fognaria, con interventi che sono già in corso di realizzazione;
  6. La messa a norma dell’impianto di depurazione di Fiume Veneto con realizzazione del trattamento secondario ed il successivo potenziamento dello stesso impianto da 4.700 a 8.000 abitanti equivalenti, grazie al quale il Comune di Fiume Veneto è uscito dalla procedura di infrazione dell’Unione Europea PR2014-2059, scongiurando l’applicazione di pesanti sanzioni da parte della Comunità Europea.
  7. La realizzazione di interventi di risanamento delle reti fognarie nel Comune di Casarsa della Delizia al fine di ridurre l’ingresso di acque parassite, che diluivano il refluo.
  8. La predisposizione del progetto per il convogliamento dei reflui fognari di Zoppola verso la rete di Fiume Veneto al fine di cominciare a dare il servizio depurativo al comune ancora sprovvisto (si prevede l’avvio dei lavori nella prima metà del 2020);
  9. La ricostruzione della cartografia delle reti e degli impianti dei Comuni con un numero elevatissimo di sopralluoghi presso le utenze, per verificare gli edifici realmente allacciati ed applicare correttamente gli importi dei soli servizi effettivamente erogati.
  10. Installazione dei contatori su richiesta dell’utenza, alla linea di alimentazione dell’abitazione dal pozzo artesiano privato, per le utenze con sola fognatura e depurazione (contatori facoltativi installati su richiesta dell’utente per il calcolo dei corrispettivi fognatura e depurazione in base ai volumi effettivamente utilizzati);
  11. L’emissione di numerose rettifiche di fatturazione e comunicazioni all’obbligo di all’allacciamento alla pubblica fognatura per le utenze non allacciate;
  12. L’aggiornamento del software di fatturazione al fine di emettere le fatturazioni a forfait per le utenze con sola fognatura e depurazione ma anche di consentire alle utenze stesse dotate di contatore al pozzo di considerare la lettura nella fatturazione dei corrispettivi fognatura e depurazione;
  13. Numerosi incontri pubblici e missive inviate ai cittadini allo scopo di spiegare le modalità di fatturazione, l’obbligo di installazione del contatore dando la più ampia disponibilità alla risoluzione delle problematiche.

Le problematiche sovraesposte hanno, di fatto, impedito nel primo periodo un regolare avvio della fatturazione dei servizi erogati, andando così ad aumentare i ritardi di fatturazione che in alcuni casi i Comuni avevano già accumulato.

Dal 1° gennaio 2018, a seguito della deliberazione 655/2015 dell’Autorità nazionale (ARERA), LTA ha regolarizzato la fatturazione delle utenze anche dei Comuni suddetti emettendo n.3 bollette all’anno relative all’anno 2018 e successivi.

Nel contempo si evidenzia che fin dall’anno 2016 era stato concordato con le Amministrazioni comunali un piano di rientro graduale delle annualità pregresse nella misura di una fatturazione aggiuntiva per anno.

Il piano di rientro previsto per gli ultimi 3 anni era il seguente:

  1. consumi dell’anno 2015 da fatturare nel 2019;
  2. consumi dell’anno 2016 da fatturare nel 2020;
  3. consumi dell’anno 2017 da fatturare nel 2021.

Successivamente con la Legge n.205 del 27/12/2017 (Legge di Stabilità 2018) il Legislatore italiano è intervento prevedendo la prescrizione biennale (anche per il servizio idrico integrato, come già previsto per i settori dell’energia elettrica e gas) a decorrere dalle fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020.

A tale intervento normativo avrebbe dovuto seguire una regolamentazione di settore disposta dall’ARERA, Autorità nazionale di regolazione dei settori energetici, servizio idrico integrato e rifiuti. Tali disposizioni ad oggi non sono state ancora emanate.

Di fronte a questa novità normativa, LTA è stata quindi obbligata ad emettere in un’unica soluzione le annualità pregresse al fine di non incorrere nella prescrizione dei crediti vantati.

La Società, consapevole delle difficoltà che tale emissione avrebbe potuto generare ai cittadini dei Comuni, ha da subito previsto anche il pagamento in 3 soluzioni, una nel 2019, una nel 2020 e termine nel 2021, rispettando di fatto il piano di recupero della fatturazione concordato con le Amministrazioni comunali nel 2016.

In merito all’applicazione degli interessi di mora previsto per il pagamento in 3 soluzioni, si precisa che LTA si è vista obbligata a prevederli stabilendo un tasso di mora nella misura ridotta dell’1% annuo, a fronte di un tasso di mora che nei settori regolamentati (energia elettrica, gas, servizio idrico, rifiuti) è del 3,5%. Si precisa inoltre che gli interessi di mora sono applicati solo ai pagamenti effettuati dopo il 30 dicembre 2019 e per i giorni effettivi di ritardato pagamento.

Al fine di comprendere meglio quale potrebbe essere l’impatto di tale interesse si espone un esempio:

qualora l’importo totale della fattura fosse di 600 euro e la stessa venisse pagata con i 3 bollettini, l’interesse di mora sarebbe di 1,30 euro sul pagamento del 2020 e di 2,60 euro sul pagamento del 2021.

 A seguito delle richieste pervenute dalle Amministrazioni comunali interessate, LTA si è resa disponibile a valutare congiuntamente all’Ente di Governo d’Ambito, le modalità per non applicare gli interessi di mora.

Inoltre qualora vi fossero delle difficoltà ad ottemperare al pagamento della fattura con i 3 bollettini, LTA rassicura gli utenti che vi è la piena disponibilità a concordare un piano di rateizzazione con un termine più lungo in base a quanto previsto dalla Carta del servizio idrico integrato.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti si informa che, a partire da lunedì 25 novembre 2019, LTA metterà a disposizione dell’utenza uno sportello utenti nei Comuni interessati nelle seguenti giornate:

  • Lunedì dalle 9.00 alle 13.00 (Municipio di Zoppola)
  • Martedì dalle 9.00 alle 13.00 (Municipio di Casarsa della Delizia)
  • Mercoledì dalle 9.00 alle 13.00 (Delegazione Comunale di Bagnarola di Sesto al Reghena)
  • Giovedì dalle 9.00 alle 13.00 (Municipio di Fiume Veneto)                                                              

Assicurare acqua di qualità, collettare i reflui e depurarli, garantendo la tutela ambientale dei nostri fiumi e del nostro mare, deve essere un impegno condiviso da Amministrazioni, Società di gestione e cittadini, a cui nessuno si può sottrare.

Certi di aver contribuito a chiarire la situazione si porgono cordiali saluti.

Il Presidente di Livenza Tagliamento Acque - dott. Andrea Vignaduzzo

Il Sindaco di Casarsa della Delizia - dott.ssa Lavinia Clarotto

Il Sindaco di Fiume Veneto - avv. Jessica Canton

Il Sindaco di Sesto al Reghena - ing. Marcello Del Zotto

Il Sindaco di Zoppola - dott.ssa Francesca Papais

 

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